Dolomiti patrimonio Mondiale dell'Umanità


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SITI NATURALISTICI


ORME DI DINOSAURI
Alle falde del monte Pelmo alla quota di 2.050 m si trova un enorme masso franato dal paretone sud-ovest del Pelmetto chissà quanto tempo fa.
Su questo enorme masso si possono vedere le impronte di almeno tre dinosauri che si trovavano a passare sul fango del bagnasciuga 220 milioni di anni fa.
Allora il paesaggio Dolomitico doveva essere assai simile a quello delle odierne isole Bahamas, dove lingue di mare si inoltravano lentamente nell'entroterra, lasciando ad ogni nuova bassa marea specchi d'acqua poco profondi; in questi acquitrini sconfinati i dinosauri erbivori trovavano alghe per sfamarsi e i dinosauri carnivori cacciavano i loro simili erbivori, diventando incontrastati padroni delle terre emerse.
Questi animali che vagavano sulle spiagge destinate a diventare milioni di anni dopo il massiccio del Pelmo, non erano di dimensioni mastodontiche: essi infatti appartengono al Triassico superiore, il periodo in cui i dinosauri fecero la loro prima comparsa sulla terra.
Si possono quindi considerare degli antenati dei giganteschi e temibili carnosauri giurassici.
I dinosauri del Pelmetto sono ancora più antichi e quindi più preziosi, basti pensare che su tutto il territorio italiano non esistono altre testimonianze di questo tipo; una simile scoperta si è avuta solo in Svizzera. Il ritrovamento delle orme di dinosauro sul Pelmetto è stato un evento scientifico che ha avuto un'eco internazionale e che ha fatto notizia ovunque.
Le Dolomiti, nonostante siano una delle aree maggiormente indagate dal punto di vista geologico, non finiscono mai di stupirci,lasciandoci a volte a bocca aperta.
A soli 4 km dal nostro garni in località passo Stulanza a quota 1.776 m, evidenti indicazioni guidano senza indugio la camminata che in 1,30 ore porta al ghiaione dove si trova il masso con le orme dei dinosauri.
Si tratta di una passeggiata facile che ha un dislivello di 300 m.

UOMO DI MONDEVAL
Nel 1987 in località Mondevàl de Sora, posta a 2.150 m nel comune di San Vito di Cadore fu rinvenuta una sepoltura mesolitica conservata quasi intatta.
Al riparo di un grosso masso, questo sito mesolitico d'alta quota che già dal 1985 era oggetto di attenzione da parte degli studiosi, svelò inaspettatamente uno scheletro intatto di un cacciatore dell'età della pietra risalente a circa 7.000 anni fa.
In ambito scientifico fu una scoperta di portata mondiale, in ragione del perfetto stato di conservazione dei reperti di origine organica e soprattutto dell'alta quota in cui venne rinvenuta una sepoltura di tale antichità.
A soli 15 Km dal nostro garni, nel Museo Civico di Selva di Cadore (tel. 0437-521068), potrete ammirare la sepoltura mesolitica completa del corredo funerario.
Per chi avesse la curiosità di vedere il luogo del ritrovamento della sepoltura, a 4 km dal nostro garni in località passo Staulanza a quota 1.776 m si imbocca il sentiero per il rifugio Città di Fiume, raggiunto il rifugio si prosegue verso la località Mondevàl de Sora, luogo in cui fu ritrovata la sepoltura mesolitica.
Si tratta di una camminata di media difficoltà.
Durata: circa 6 ore (andata e ritorno).



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